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Prodotti tipici

Ingredienti della "paniscia" novarese

Terra di grande tradizione culinaria, di sapori forti e piaceri delicati, di ricette antiche. Ogni provincia offre gustose specialità, prodotti tipici e piatti preparati usando i frutti di questa terra generosa.

Il Piemonte è una delle prime cinque regioni italiane per numero di Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) censiti con un totale di 341 (dati 2014 - Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali).

Gli Antipasti

Presenza costante all'inizio di ogni pranzo. Profumati salumi, carni condite, verdure ripiene, frittatine, insalate a base di carni e verdure, peperoni con la bagna caoda, vitello tonnato, vol au vent con la fonduta, verdure, carni e pesce in carpione, tomini sott'olio, acciughe e lingua al verde, carne all'albese, insalata russa e capricciosa, asparagi con il burro fuso o all'uovo insomma un numero incredibile di varianti e di accostamenti tutti da provare.

I Primi Piatti

Piatto principe nelle sue varie forme è l'agnolotto con o senza tartufo, condito con burro fuso o sughi a base di carne, ripieno di impasti saporiti o delicati. Nella tradizione contadina gli agnolotti, o ravioli, sono il piatto del giorno di festa insieme ai tajarin, pasta all'uovo fatta in casa e condita, con un sugo di carne oppure di fegatini di pollo o più semplicemente con burro fuso, qualche fogliolina di salvia e un abbondante spolverata di parmigiano. Nelle zone di montagna, dall'Ossola alla Valsesia, all'Alta Val di Tanaro riaffiorano i sapori antichi delle paste a base di grano saraceno e delle zuppe rustiche e genuine. Ingrediente fondamentale del mangiar bene piemontese è il riso: principe dei risotti è la panissa o paniscia, piatto legato alla tradizione contadina.

I Secondi Piatti

Grande protagonista di questo momento del pranzo è la carne, bue, manzo, vitello, maiale, pollame, coniglio e selvaggina: dalle preparazioni più semplici (arrosti, spiedini, e grigliate sulla brace) alle più complesse come il brasato a cottura lenta in vini pregiati. Il gran fritto misto composto da oltre 20 ingredienti in un piacevole alternarsi di dolce e salato. Dal fegato alla cervella, dalle mele agli amaretti, dai funghi al semolino tutti fritti in una delicata pastella. Il bollito misto, bollito d'autore in cui l'equilibrio dei sapori tra le varie carni utilizzate si sposa con le classiche salse di accompagnamento. E ancora la selvaggina in salmì o in civet. Ma non vanno dimenticati i pesci di fiume e di lago, la trota, la tinca, il pesce persico dal gusto ora raffinato, ora intenso. Specialità delle terre delle risaie, le rane vengono preparate in umido, ripiene o fritte. Il loro brodo è squisito e curativo.

La Bagna Caoda

Il piatto tipico per eccellenza, completo, né primo né secondo. La bagna caoda è una salsa di aglio, acciughe e olio di oliva da servire calda, in cui si intingono le verdure di stagione, peperoni, cardi, cavoli, topinambur, sedani, patate, barbabietole e cipollotti.

I Funghi

Porcini, ovuli, gallinacci e sanguigni di particolare consistenza e sapore esaltati dal clima asciutto e secco che segue le prime piogge autunnali e da una terra che ne è florida madre. Deliziosi in insalata, insieme ai grandi secondi, oppure trifolati o fritti.

Il Tartufo

Conosciuto dai buongustai di Tartufo tutto il mondo, il tartufo è il re incontrastato della gastronomia piemontese. Dal profumo intenso e dal gusto particolare questo fungo ipogeo prezioso viene gustato a lamelle sottili su antipasti, primi e secondi piatti.

I Formaggi

Sulle tavole piemontesi il formaggio è un grande protagonista. Innumerevoli le qualità prodotte in tutte le zone del Piemonte, ogni vallata ha il proprio formaggio tipico, in genere appartenente alla grande famiglia delle tome piemontesi. Di fama internazionale è il gorgonzola, formaggio stagionato naturalmente con venature verdi e blu. Al gorgonzola naturale, di sapore piccante si è affiancato il gorgonzola dolce, entrambi si sposano perfettamente con la mostarda di frutta, con la tipica polenta dei contadini novaresi e con il miele. Un altro grande formaggio è il Castelmagno prodotto in quantità limitate nell'omonimo paese solo con il latte degli alpeggi della Val Grana. Il suo gusto varia a seconda della stagionatura. La Robiola di Roccaverano è un formaggio strettamente fresco, tenero e compatto di forma cilindrica dal gusto ricco di aromi e sapori di erbe fortemente variabile a seconda del tipo di pascolo. Dal nome curioso il Bettelmatt è prodotto negli alpeggi della Val Formazza dal gusto marcato con una particolare sfumatura amarognola.

I Dolci

Il Piemonte vanta una grande tradizione di biscotti: i krumiri di Casale, i biscottini di Novara da inzuppare nel vino e nel rosolio e gli amaretti di Mombaruzzo e ancora i torcetti. Tra le delizie della pasticceria la prelibata panna cotta, delicato budino bianco ricoperto di zucchero caramellato, la torta di nocciole e lo zabaione, crema sabauda di uova e zucchero da consumare con biscotti, pasticcini secchi o con i nocciolini di Chivasso. Il cioccolato, il cibo degli dei, è l'ingrediente principe della pasticceria piemontese. Cioccolatieri hanno creato numerose specialità, primo fra tutti il gianduiotto, una delicata crema di cacao e nocciole. Le qualità più pregiate delle castagne, usate per svariati tipi di dolci nel Cuneese, vengono trasformate in dolcissimi e squisiti marron glacé, una vera raffinatezza per i golosi di tutto il mondo.

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I vini

Bottiglie di annate storiche di Barolo presso l'omonima Enoteca Regionale

Il Piemonte è da sempre terra di Vino. Il mondo intero ha imparato a conoscere i grandi vini piemontesi: i Rossi sontuosi e ricercati (Barolo, Barbaresco, Gattinara, Barbera...) i Bianchi rotondi e profumati (Erbaluce, Roero Arneis, Gavi, Cortese...), i Vini da dessert e da conversazione, amabili ed invitanti (Asti Spumante, Bracchetto, Moscato d'Asti, Malvasia, Caluso Passito...), per un magico connubio con le specialità della cucina piemontese. Il vino è un patrimonio unico che fa del Piemonte una straordinaria area d'eccellenza a livello mondiale, un prodotto che si differenzia per le diverse caratteristiche climatiche e di coltivazione che interessano la nostra regione. Da questi aspetti derivano le caratteristiche che conferiscono al nostro vino le peculiarità che lo rendono unico. In Piemonte si producono mediamente, ogni anno, circa di 6 milioni di quintali di uva che viene interamente trasformata in vino, in quantità che varia da 3,5 a 4 milioni di ettolitri. La vitivinicoltura rappresenta circa l'8 per cento della produzione lorda vendibile piemontese, ma le sue peculiarità, il livello di partecipazione degli operatori, la funzione di "traino" su altri prodotti di qualità del Piemonte e il suo essere "punta di diamante" nell'interscambio commerciale con l'estero, ne fanno uno dei principali settori di "attenzione" nella gestione della politica agricola regionale.

Volendo delineare un sintetico profilo della realtà vitivinicola piemontese occorre, innanzi tutto, sottolineare che si tratta di una viticoltura di collina che, proprio per questo dato oggettivo ineludibile, produce a costi alti, in quantità contenute e con uno straordinario potenziale qualitativo che connota il Piemonte come una tra le regioni leader dell'enologia italiana.

Il ventaglio dell'offerta piemontese di qualità copre più del 90% della produzione e comprende oltre 40 vini a denominazione d'origine controllata (DOC) e ben 16 a denominazione d'origine controllata e garantita (DOCG), il numero più alto tra tutte le regioni italiane (dati 2014).

Enoteche regionali

Con la legge regionale n° 37 del 1980, la Regione Piemonte è stata la prima in Italia a promuovere la costituzione delle Enoteche Regionali e delle Botteghe del Vino, una rete di strutture finalizzata alla valorizzazione dei Vini e al territorio che li produce e li propone. Nel 2014 in Piemonte sono riconosciute quattordici Enoteche Regionale e 34 Botteghe del Vino o Cantine Comunali, un complesso che rappresenta una vetrina ideale e un punto di riferimento per i cultori del vino piemontese. Le Enoteche hanno sede presso castelli o importanti dimore storiche e ospitano anche piccoli musei etnografici vitivinicoli o ristoranti tipici che sanno offrire il meglio della cucina locale Inoltre le Enoteche regionali sono anche sede di eventi culturali, turistici e di folclore con appassionate rievocazioni di pittoresche tradizioni popolari, per lo più legate al mondo rurale. Ecco perchè le "Cattedrali del Vino" piemontese sono diventate importanti punti di riferimento dei consumatori e turisti italiani e stranieri, accogliendo circa un milione di visitatori all'anno.
Di seguito l'elenco delle enoteche regionali piemontesi:

  • Enoteca Regionale Acqui "Terme e vino", Acqui Terme (AL);
  • Enoteca del Barbaresco, Barbaresco (CN);
  • Enoteca del Barolo, Barolo (CN);
  • Enoteca Regionale di Canelli e dell'Astesana, Canelli (AT);
  • Enoteca Regionale Piemontese Cavour, Grinzane Cavour (CN);
  • Enoteca delle Colline Alfieri dell'astigiano, San Damiano d'Asti (AT);
  • Enoteca Regionale delle Colline del Moscato, Mango (CN);
  • Enoteca Regionale di Gattinara e delle Terre del Nebbiolo, Gattinara (VC);
  • Enoteca Regionale del Monferrato, Casale Monferrato (AL);
  • Enoteca Regionale di Nizza Monferrato, Nizza Monferrato (AT);
  • Enoteca Regionale di Ovada e del Monferrato, Ovada (AL);
  • Enoteca Regionale del Roero, Canale (CN);
  • Enoteca Regionale della Serra, Roppolo (BI);
  • Enoteca Regionale dei Vini della Provincia di Torino, Caluso (TO);

Mappa delle enoteche regionali

Maggiori informazioni

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